La liberalizzazione del mercato del gas per i clienti domestici
- Cosa vuole dire che il mercato del gas naturale è libero?
- Significa che i clienti possono scegliere liberamente da quale venditore, e a quali condizioni, comprare il gas.
L'impresa di distribuzione, che gestisce la rete di gasdotti locale su cui transita il gas per essere consegnato al cliente, rimane invece la stessa anche se il cliente sceglie di cambiare il proprio fornitore.
- Ci sono condizioni agevolate per i clienti in difficoltà?
- Attualmente non sono previste condizioni di fornitura del gas agevolate per i clienti in difficoltà. L'Autorità ha però stabilito che ciascun Comune ha la possibilità di introdurre una quota tariffaria aggiuntiva con finalità sociali, non superiore all'1% della quota variabile della tariffa di distribuzione. I fondi ricavati da questa quota devono essere utilizzati dai servizi sociali dei Comuni stessi per finanziare le spese per la fornitura di gas di clienti disagiati, anziani o disabili.
Spetta quindi a ciascun Comune decidere se applicare o meno questa quota aggiuntiva.
Per il futuro, la legge 28 febbraio 2008, n. 31, prevede tra l'altro che i clienti domestici economicamente disagiati, potranno ottenere una riduzione della spesa complessiva, ma devono essere ancora definite le regole necessarie alla sua applicazione concreta.
- Da quando posso scegliere il fornitore di gas?
- Dal 1 gennaio 2003 è possibile per tutti i clienti, compresi i clienti domestici (cioè i consumatori che acquistano gas naturale per scaldare le proprie abitazioni o per cucinare) acquistare il gas naturale scegliendo l'offerta che meglio risponde alle proprie esigenze.
- Quali servizi sono stati liberalizzati?
- Nel gennaio 2003 è stata liberalizzata l'attività di vendita al dettaglio del gas naturale a tutti i clienti finali con consumi medio-bassi (fino a 200.000 metri cubi/anno).
Perché il gas arrivi nelle abitazioni per essere venduto ai clienti deve essere estratto dai giacimenti, in Italia o all'estero, e trasferito attraverso le reti di trasporto nazionali e di distribuzione locali fino al contatore.
Le attività di trasporto e distribuzione restano gestite in esclusiva da singoli operatori perché non sarebbe conveniente realizzare nuove reti in concorrenza con quelle esistenti. Nel caso della distribuzione locale ciascun operatore si aggiudica l'esclusiva attraverso la partecipazione ad una gara indetta dall'ente locale.
Le attività di estrazione del gas, di importazione e di vendita all'ingrosso e di vendita al dettaglio ai clienti con consumi annui elevati (più di 200.000 metri cubi all'anno) erano già state liberalizzate nel 2000.
- La liberalizzazione porta dei vantaggi?
- Si. Infatti con la liberalizzazione, le imprese che vendono gas naturale sono in concorrenza tra loro, così come lo sono le imprese che lo estraggono o lo importano dall'estero per rivenderlo all'ingrosso ai venditori. Per acquisire nuovi clienti, le imprese di vendita possono sviluppare e proporre anche ai clienti domestici nuove offerte commerciali per la fornitura di gas.
I clienti potranno quindi scegliere, tra le offerte commerciali disponibili, quella più conveniente o più adatta alle proprie esigenze.
- Ci sono regole nel mercato liberalizzato?
- Si. La liberalizzazione del mercato del gas naturale è comune a tutti i Paesi europei e l'Unione europea ha anche stabilito le regole fondamentali perché i clienti più deboli siano comunque tutelati.
Ciascuno dei Paesi membri dell'Unione europea, tra cui l'Italia, può definire in modo autonomo tali regole, nel rispetto delle regole europee.
- Nel mercato libero i consumatori sono meno tutelati?
- No, non sono meno tutelati. Accanto ai diritti già acquisiti relativi alla qualità commerciale e alla sicurezza del servizio, con l'avvio del mercato libero sono state introdotte nuove forme di tutela, ad esempio in materia di informazione e trasparenza delle offerte commerciali e dei prezzi, in modo che i clienti abbiano tutte le informazioni necessarie per scegliere e per cogliere i vantaggi della concorrenza tra le imprese di vendita.
- Chi può vendere gas nel mercato liberalizzato?
- L'attività di vendita è libera, ma per poterla svolgere le imprese di vendita devono ottenere un'autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico. Inoltre, le imprese che vendono il gas devono necessariamente essere soggetti diversi dalle imprese di distribuzione, che a loro volta non possono in nessun caso vendere gas.
Per ottenere l'autorizzazione ministeriale, le imprese di vendita devono possedere alcuni requisiti, che riguardano ad esempio la solidità finanziaria, la capacità tecnico commerciale, l'effettiva disponibilità del gas. Nello svolgere la loro attività i venditori devono rispettare, tra l'altro, i provvedimenti emanati dall'Autorità; se non lo fanno, la loro autorizzazione può essere revocata dal Ministero dello sviluppo economico.
Dal 2003, per rispettare l'obbligo di separazione tra vendita e distribuzione, la maggior parte delle imprese di distribuzione ha creato una società di vendita, spesso denominata con una ragione sociale simile, alla quale ha trasferito tutti i contratti di fornitura dei clienti. Oltre a queste, sono anche sorte nuove società di vendita, e hanno fatto il loro ingresso in Italia società di vendita straniere.
- La liberalizzazione ha riguardato tutte le tipologie di gas?
- No, la liberalizzazione ha interessato solo il mercato del gas naturale. Per questo motivo dove esistono reti di distribuzione di gas diversi dal gas naturale (ad esempio GPL) i clienti non possono cambiare fornitore e l'Autorità continua a stabilire le tariffe di fornitura. Non sono invece regolati dall'Autorità i servizi di gas che non sono forniti attraverso reti locali (ad esempio, forniture mediante bombole o serbatoi condominiali).
- L'Autorità regola anche il servizio gas fornito attraverso bombole o serbatoi?
- No, l'Autorità si occupa solo dei servizi gas che sono forniti attraverso reti pubbliche locali e non ha alcun potere negli altri casi, come le forniture mediante bombole o serbatoi condominiali, che sono attività di mercato completamente libere.
(Fonte Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas)